In aumento la domanda di cremazione

Le cremazioni effettuate in Italia nel corso del 2014 sono incrementate di 7.246 unità pari al 6,54% in più rispetto all’anno precedente.

Nel 2014, in Italia, si sono registrate a consuntivo 117.956 cremazioni di cadaveri, contro 110.710 del 2013. In ciò ha influito considerevolmente il cambio di orientamento dei cittadini, generalmente dovuto alla presenza di un maggior numero d’impianti sul territorio e alla crisi economica di questi anni, che può aver portato a riconsiderare le consuetudini di comportamento anche in quest’ambito sociale.

L’ISTAT ha recentemente diffuso i dati su mortalità e popolazione 2014, anno in cui si sono registrati 598.364 decessi. Quindi, l’incidenza effettiva delle cremazioni, sul totale delle sepolture, per l’anno 2014, è del 19,71%. Analizzando il dato regionale si può valutare il territorio, dove la cremazione è più sviluppata rispetto al dato nazionale: Lombardia (24,8%), Toscana (24,5%), Piemonte (16,1%), Emilia-Romagna (13%).

Incidono in questa variazione soprattutto la messa in funzione di nuovi impianti, l’ammodernamento di quelli deteriorati e la migrazione causata dal rallentamento operativo o dallo spegnimento d’impianti nelle regioni adiacenti. È necessario, pertanto, velocizzare il processo di organizzazione previsto dalla legge per quanto riguarda il “piano regionale di coordinamento dei crematori”.

I territori che hanno visto la crescita percentuale maggiore nel 2014 rispetto al 2013, sono: Puglia (22,1%), Sardegna (20,9%) e Piemonte (16%).

Le regioni che rispetto all’anno precedente hanno registrato una crescita numerica più elevata sono state: Piemonte (+2.618), Lombardia (+2.119) ed Emilia Romagna (+1.591).

Speak Your Mind

*