La Società di Cremazione fa il punto sulla recente disposizione Ecclesiastica circa la cremazione

Pisa, 27 ottobre 2016 – Nei giorni scorsi il cardinale Gerhard Mueller, Prefetto dell’ex Sant’Uffizio già Santa Inquisizione, ha pubblicamente presentato il documento elaborato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, tecnicamente definito “Istruzione”, concernente “Ad resurgendum cum Christo”. Il codice tratta, dal punto di vista della Chiesa cattolica, la sepoltura dei defunti e la conservazione delle ceneri in caso di cremazione. Oggi, alla luce dei fatti appare quindi necessario sgombrare il campo da equivoci e far conoscere che il provvedimento vaticano interessa solo coloro che per ragione soggettiva rispettano le direttive ecclesiastiche e non gli altri. La recente indicazione della Chiesa cattolica circa il trattamento delle ceneri, non invalida perciò la legge della Repubblica Italiana che prevede per tutti i cittadini l’opportunità di scegliere se l’urna contenente le ceneri del defunto può essere affidata ai congiunti o ad altri soggetti giuridici individuati nella disposizione di volontà della persona deceduta, oppure che le stesse siano disperse in luogo sacro (cimitero), in campagna, nel fiume, in lago (a oltre cento metri dalla riva) e nel mare (a oltre mezzo miglio dalla costa), in montagna, nel rispetto delle specificate distanze minime da manufatti, in assenza di persone. Lo spargimento delle ceneri è autorizzato anche nelle aree naturali appositamente individuate, nell’ambito del territorio di propria pertinenza, dai comuni, dalle province, dalla Regione. La dispersione in aree private è consentita nel rispetto delle seguenti prescrizioni: deve avvenire all’aperto al di fuori dei centri abitati (a una distanza di almeno 200 mt.), con il consenso dei proprietari e non può dare luogo ad attività aventi fini di lucro.

La Chiesa cattolica, pertanto, nel prendere atto che la cremazione è un modo di sepoltura oggi sempre più richiesto dai cittadini in ogni regione del mondo (in Italia nel 2015 è stata chiesta nel 21,18% dei casi di sepoltura), conferma la sua contrarietà alla dispersione delle ceneri, all’affidamento e alla «… conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, tenendo presente che per tali modi di procedere non possono essere addotte le ragioni igieniche, sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione». L’autorità ecclesiastica fa inoltre conoscere la contrarietà della Chiesa a che le ceneri siano divise tra i vari nuclei familiari e che le stesse siano private del rispetto e delle adeguate condizioni di conservazione. Al riguardo, rileviamo che lo Stato italiano già non permette trasformazione in monili o altra oggettistica né la separazione del contenuto dell’urna. L’affidamento delle ceneri deve rispettare l’ordinamento in materia, pena l’accusa di vilipendio sopra un cadavere o sulle sue ceneri, reato punito con la detenzione da uno a tre anni. La Congregazione per la Dottrina delle Fede, conferma, poi: «Nel caso che il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana, si devono negare le esequie, a norma del diritto».

La Società Pisana per la Cremazione, resta a disposizione di quei soci che vogliono ora cambiare la propria manifestazione di volontà, e di tutti i cittadini che desiderano maggiori informazioni al riguardo.

L’assessore Serfogli fa il punto sulle osservazioni della So.Crem.

Pisa, 20 ottobre 2016 – Cremazioni, l’assessore ai lavori pubblici fa il punto della situazione: «Le sollecitazioni della Socrem sono esatte. Più motivi hanno causato i ritardi. Adesso l’impegno è fare quello che giustamente ci chiedono. Nello specifico il regolamento comunale, che serve ad individuare le aree per la dispersione delle ceneri, è pronto e sarà discusso nella commissione consiliare entro fine ottobre, avendo il dirigente il rilasciato il relativo parere di regolarità tecnica, con l’obiettivo di approvarlo il più presto possibile.

Per quanto riguarda la Sala del Commiato e il Giardino delle Rimembranze, le nuove regole statali della contabilità armonizzata hanno causato un ritardo nella redazione degli atti. Entro fine ottobre sarà pronta la determina, che significa bando per i lavori entro fine anno.»

La Società per la cremazione critica il comportamento del Comune.

Pisa, 20 ottobre 2016 – La Società Pisana per la Cremazione, storica istituzione cittadina che non persegue fine di lucro, fondata nel 1882, ora conta 3201 iscritti, pari a circa il 5% della popolazione adulta, è costretta a rimproverare ancora una volta, al Comune di Pisa l’inadeguatezza delle strutture a disposizione per il rito della cremazione.

«La cremazione è un rito antichissimo – dichiara Braccini, presidente della So.Crem. – e merita rispetto per ciò che rappresenta e ha rappresentato dalla preistoria a oggi. Da oltre dieci anni la nostra Società chiede all’Amministrazione comunale di adeguare le proprie strutture a ciò che la norma prescrive per un decoroso servizio di commiato. Per altrettanto tempo dal Comune è stata promessa la realizzazione della Sala del Commiato, infatti non esiste un luogo pubblico cittadino dove sia possibile eseguire la cerimonia in modo laico, del “Giardino delle Ceneri”, per consentire la dispersione in natura delle ceneri dentro la cinta cimiteriale, e l’individuazione dei luoghi preposti allo spargimento delle stesse che per legge può avvenire in mare, campagna, altura, fiume, lago. Nonostante l’approvazione all’unanimità, nelle ultime due legislature, di ben tre mozioni del consiglio comunale, delibere con cui s’impegnava la Giunta a realizzare le opere affinché fosse rispettato il diritto di chi ha scelto la cremazione come forma di sepoltura del proprio corpo, niente è cambiato finora. Il perdurare di questa situazione – continua Braccini – rischia di compromettere i diritti delle persone e il buon lavoro della Società di cremazione, basta pensare che nel 1995 a Pisa si sono fatte 172 cremazioni e nel 2015 gli incenerimenti sono stati 1.118 con l’impianto funzionante per soli otto mesi. La Società Pisana per la Cremazione lamenta inoltre che l’attuale condizione delle strutture riduce il rito della cremazione a un mero smaltimento di “rifiuti” speciali, negando la dignità del rito. Ricordo – prosegue Braccini – che la cremazione, dopo l’inumazione, è il rituale più seguito nel mondo per le sue caratteristiche etiche e pratiche perché: è frutto di una scelta personale; è versatile quanto a cerimonia e sistemazione delle ceneri; non inquina; fa guadagnare spazio; riduce i costi per il singolo e per la collettività. Faccio, inoltre, osservare che cadute nel tempo tutte le pregiudiziali di ordine religioso, la cremazione delle salme è andata diffondendosi sempre di più (in Italia l’incidenza effettiva della cremazione sul totale delle sepolture per l’anno 2015, è stata del 21,18%), anche se ancora sono pochi gli impianti regolarmente funzionanti in Toscana (dieci apparecchiature presenti) e l’impianto cittadino di cremazione, serve oltre che la provincia pisana anche l’area Nord-Ovest della regione. La Società Pisana per la Cremazione – finisce Braccini – si è resa sempre disponibile a ogni forma di collaborazione con il Comune per ridurre il disagio delle persone, ha perfino affittato n. 10 loculi ossario, con una spesa finora di euro 5.760, per i propri soci che hanno chiesto la dispersione delle ceneri nel “Giardino della Memoria”, in precedenza le urne erano depositate nella portineria del cimitero, ma anche questo modo di agire non ha sortito alcun effetto sulle volontà di palazzo Gambacorti.»

Braccini confermato nel Direttivo Nazionale delle Società per la Cremazione

Bologna, 9 Aprile 20016 – Adolfo Braccini sarà ancora per i prossimi tre anni il delegato delle Società di Cremazione dell’area Italia centrale. A confermarlo è stata l’Assemblea generale delle Società per la Cremazione, tenutasi nei giorni scorsi a Bologna.

Durante il suo intervento Braccini ha puntato i riflettori sul rapporto delle società di cremazione con le autonomie locali: «Nel momento attuale di crisi le cremazioni fatte in Italia sono cresciute del 16,3% rispetto all’anno precedente, traducendosi in un aumento di 19.209 unità. In ciò ha influito considerevolmente il cambio di propensione dei cittadini, per lo più dovuto alla presenza di un maggior numero d’impianti (70) sul territorio e anche la crisi economica, ma soprattutto l’eccezionale mortalità registratasi nell’anno in esame.

Questi i dati diffusi dalla SEFIT Utilitalia – continua Braccini – sulla scorta di un rilevamento da lei svolto nell’intero territorio nazionale.

È poi da notare come l’ISTAT abbia recentemente diffuso i dati sulla mortalità e popolazione 2015, anno in cui si sono registrati 647.571 decessi.

Quindi l’incidenza effettiva della cremazione sul totale delle sepolture, per l’anno 2015, è del 21,18%.

Anche la Toscana, regione in cui la cremazione sta avviandosi sui record dei Paesi dell’Europa settentrionale, deve, quindi, fare la propria parte e soprattutto una sana critica sull’utilizzo degli impianti oggi funzionanti. L’Ente regione deve pertanto tornare a proporsi alle società di cremazione e dare seguito al suo progetto approvando il primo piano regionale di coordinamento per razionalizzare l’uso degli attuali crematori e la costruzione di nuovi impianti facendo in modo di contenere i costi del servizio ed evitare il disagio ai cittadini che molte volte sono costretti a emigrare per esaudire la volontà di cremazione del proprio congiunto.»

Secondo Braccini: «Negli ultimi due anni si è registrato nel nostro Paese una crescita molto forte della cremazione (+24%), sempre più spesso preferita alla classica tumulazione o inumazione grazie alla legge approvata nel 2001. Se gli Enti locali non fanno qualcosa subito, non solo il sistema di servizio cimiteriale entrerà in crisi vanificando gli investimenti pubblici fatti, ma per loro ci saranno seri e gravi problemi di rapporto con i cittadini dal momento in cui seppellire i propri cari diventa oggi un lusso.»

L’Assemblea della Società Pisana per la Cremazione approva i bilanci e biasima l’operato del Comune di Pisa

Pisa, 9 Maggio 2016 – È finita pochi giorni fa l’Assemblea Generale delle socie e dei soci della Società Pisana per la Cremazione chiamati ad approvare il bilancio consuntivo 2015 e gli indirizzi di gestione per l’anno 2016 che il Consiglio direttivo dovrà poi sviluppare.

L’Assemblea è stato il momento culminante di un lungo percorso che ha visto la partecipazione attiva di molti iscritti. Hanno partecipato alle votazioni 53 soci (pari al 2,2% della base sociale) tra presenti in sala e presenti per delega.

Nel corso dei lavori, il presidente Braccini ha messo l’accento sulla costante crescita della compagine associativa e su come oggi i giovani vedono nell’iscrizione alle società di cremazione un risultato personale per l’affermazione del proprio principio di libertà.

Secondo Braccini «La crescita della compagine associativa ha un duplice significato, perché da un lato le persone interessate hanno aderito al progetto della So.Crem. per diventare soci effettivi, dall’altro evidenzia che la Società Pisana per la Cremazione si pone, in termini di rappresentatività, quale interlocutore associativo privilegiato per dare visibilità e voce alle richieste provenienti non solo dai propri iscritti ma da tutti i cittadini/utenti che nella cremazione identificano il senso di una scelta il cui valore assume declinazioni etiche religiose, familiari, ambientali ed economiche.»

Introducendo poi l’argomento dei rapporti con la pubblica amministrazione, Braccini ha rilevato che dopo dieci anni oggi il Comune di Pisa è assente, venendo meno alla promessa fatta di annunciare in questa sede l’inizio delle attività per costruire la “Sala del Commiato”, il “Giardino delle Ceneri” e per individuare i luoghi dove sia possibile la dispersione delle ceneri in natura. Negli interventi succeduti, non sono mai mancate critiche al comportamento del Comune e l’Assemblea ha impegnato il Consiglio direttivo a risolvere in ogni modo i problemi enunciati che arrecano disagio notevole alle intere comunità di quei territori dove non si è badato a fare ciò che la legge riconosce come diritto dei cittadini.

Avviso Convocazione Assemblea Generale Ordinaria dei Soci

I Soci sono convocati in Assemblea Generale Ordinaria in prima convocazione presso la sede sociale in Pisa – Via Italo Bargagna, n. 2, per il giorno 6 maggio 2016 alle ore 5,00 e, occorrendo, in seconda convocazione

alle ore 9,30 di sabato 7 maggio 2016, stesso luogo,

per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno. 

  1. Bilancio al 31 dicembre 2015. Relazioni del Consiglio Direttivo e del Collegio Sindacale e deliberazioni inerenti e conseguenti.
  2. Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2016.
  3. Ratifica della nomina di un membro del Consiglio direttivo.
  4. Varie ed eventuali.

Alla luce della composizione sociale, fin d’ora si prevede che l’Assemblea potrà costituirsi e deliberare in seconda convocazione (7 maggio 2016, ore 9:30, in Pisa, presso la Sede Sociale – Via Italo Bargagna, n. 2).

Partecipazione all’Assemblea

A norma di statuto, sono legittimati all’intervento in assemblea i Soci ordinari per i quali sia pervenuta da questa medesima Società la comunicazione prevista nel termine stabilito dal patto sociale.

Integrazione dell’Ordine del Giorno su richiesta dei Soci

I Soci che, anche congiuntamente, rappresentano almeno un quarantesimo del numero totale (65 iscritti), possono chiedere, entro cinque giorni dalla pubblicazione dell’avviso di convocazione dell’Assemblea, l’integrazione dell’elenco delle materie da trattare, indicando nella domanda gli argomenti proposti. L’integrazione non è ammessa per gli argomenti sui quali l’Assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli Amministratori o in conformità a un progetto o di una relazione da essi predisposta. Delle integrazioni ammesse dal Consiglio direttivo è data notizia almeno dieci giorni prima della data fissata per l’Assemblea, mediante avviso da pubblicare con gli stessi modi del presente avviso.

Informazioni per i Soci

Sono ammessi al voto tutti i Soci maggiorenni purché in regola con il pagamento delle quote annuali al 31 dicembre 2015. A ciascun aderente elettore sono consentite tre deleghe (facsimile sul retro della presente) di altrettanti Soci, esclusa quella dell’Iscritto minorenne.

Si ricorda che la Società Pisana per la Cremazione usufruisce del beneficio del 5×1000 dell’IRPEF pagata dal contribuente nell’anno 2015. Ciascun lavoratore dipendente, autonomo o pensionato può indicare nel modulo del CU, nel Mod. Unico 2016, del Mod. 730/2016, il numero di codice fiscale 8001184 050 3 e firmare la Sua volontà di assegnazione del contributo nel riquadro dedicato alle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale (ONLUS). Ricordi poi che anche chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi può compilare e firmare lo stesso il modulo d’interesse e poi consegnarlo in busta chiusa a un ufficio postale, o a uno sportello bancario, che lo ricevono gratuitamente, oppure a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialisti, ecc.). Sulla busta bisogna scrivere destinazione cinque per mille Irpef e indicare cognome, nome e codice fiscale del contribuente.

La scelta di destinazione del 5×1000 non sostituisce quella dell’8×1000, e le due modalità non sono in alcun modo alternative tra loro. Se non farà alcuna scelta, il 5×1000 resterà allo Stato.

Grazie per il Suo contributo e la collaborazione che vorrà e potrà offrire.

Pisa, addì 12 marzo 2016

Per il Consiglio Direttivo

Il Presidente Adolfo Braccini

La Società di Cremazione censura il comportamento del Comune

Il Consiglio direttivo della Società Pisana per la Cremazione, riunito in seduta plenaria, preso in esame le stime Istat concernenti i decessi dell’anno 2015, ha individuato esserci un nuovo “rimbalzo” in avanti del numero dei trapassi, soprattutto nei primi tre mesi dell’anno (i più freddi) e nel mese di luglio, che potrebbe essere in parte causato, oltre che dall’invecchiamento della popolazione (dato strutturale) anche dal recupero delle diminuzioni registrate nei due anni precedenti. Questo accade perché a fronte di una tendenza all’aumento del numero dei decessi per effetto dell’invecchiamento della popolazione si possono verificare da un anno all’altro delle oscillazioni di natura congiunturale legate a molti fattori, ad esempio climatici o epidemiologici. I dati al momento disponibili derivano dal calcolo di popolazione che i Comuni inviano all’Istat con cadenza mensile.

«Dalla lettura dei dati oggi in possesso – afferma Braccini, Presidente della So.Crem. – si stima un aumento significativo numerico pure della cremazione di cadaveri (al momento del funerale), che ormai si potrebbe avvicinare a valori tra le 125.000 e le 130.000 unità nel 2015. Ormai in molte città di medio/grandi dimensioni dell’Italia settentrionale la cremazione ha raggiunto e superato il 40% delle sepolture, con punte oltre il 60%-70% in alcune zone della Lombardia e dell’Alto Adige. A Pisa – continua Braccini – la cremazione è richiesta nel 25% circa dei casi di sepoltura e la somma di affidamento ceneri e dispersione delle stesse al momento del funerale si colloca tra il 10% e il 20% delle cremazioni, con un ambito di variabilità tra zona e zona del territorio provinciale. »

Giardino delle Rimembranze - renderingLa So.Crem. pisana stigmatizza il comportamento dell’amministrazione di Palazzo Gambacorti che dal 2005 a oggi, nonostante ripetute promesse, manifesta ancora disattenzione al fenomeno non avendo adeguato il regolamento comunale di polizia mortuaria per quanto concerne la cremazione, conservazione, affidamento e dispersione delle ceneri, né individuato i luoghi dove sia possibile celebrare il rito della dispersione in natura, né costruito secondo i dettati di legge il “Giardino delle Ceneri” (nella foto il rendering del progetto della So.Crem.), tantomeno ha realizzato la Sala del commiato, contravvenendo così alla più elementare regola del rispetto dei diritti umani di prima generazione, calpestando la dignità umana perché coloro che scelgono la cremazione decidono di se stessi fino in fondo. Il 7 maggio prossimo l’assemblea generale dei soci, convocata per le 9,30 presso la sede di via Italo Bargagna, n. 2, prenderà in considerazione le difficoltà ora all’esame del Consiglio della So.Crem. per cercare idonea soluzione dal momento in cui è prevista la partecipazione dell’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli.

Assemblea generale ordinaria soci So.Crem. – 7 maggio ore 9:30

Carissime Socie e carissimi Soci,

come ogni anno, si avvicina l’appuntamento con l’Assemblea Generale Ordinaria dei Soci, che non è solo un obbligo statutario ma anche e soprattutto l’occasione per condividere insieme un momento importante di riflessione sulle attività fatte e su ciò che ci proponiamo per l’anno in corso. L’attuale Assemblea sarà specificatamente indicativa perché si inserisce in un particolare momento di ristrutturazione del Tempio crematorio, inaugurato il 18 novembre 1885, e oggi bisognevole di tutti gli accorgimenti che al momento prescrive la norma in materia di cremazione, conservazione, affidamento e dispersione delle ceneri. Questo giorno di riunione è per noi un’opportunità davvero privilegiata per dare forza alla nostra denuncia d’immobilismo da parte della pubblica amministrazione che con il non fare trasgredisce il riconoscimento e l’applicazione universale effettiva del diritto enunciato all’art. 9 nella Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, di cui celebriamo il 60° anniversario (firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata dall’Italia con legge 4 agosto 1955 n. 848).

L’Assemblea si svolgerà il 6 maggio 2016 in prima convocazione e, occorrendo, il 7 maggio 2016 alle ore 9:30, in seconda, presso la sede sociale in Pisa, Via Italo Bargagna n. 2. Vi chiedo di segnarvi questa data in agenda in attesa di ricevere al domicilio la formale convocazione e le ulteriori necessarie informazioni per partecipare.

Ringrazio per la cortese attenzione e nell’attesa d’incontrarvi saluto cordialmente.

Adolfo Braccini

C.E.D.U. – Articolo 9 – Libertà di pensiero, di coscienza e di religione.

1. Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, così come la libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti.

2. La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo non può essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e costituiscono misure necessarie, in una società democratica, per la pubblica sicurezza, la protezione dell’ordine, della salute o della morale pubblica, o per la protezione dei diritti e della libertà altrui.

 

Alla Domus Mazziniana celebrato il 130° anniversario del Tempio crematorio di Pisa

Domus Mazziniana_130 Tempio Crematorio_Braccini_Finelli_Paperini

Presso la Domus Mazziniana, la Società Pisana per la Cremazione con il patrocinio della Società Storica Pisana, della Domus Mazziniana, dell’Associazione Nazionale Mazziniana ONLUS e del Comune di Pisa, ha celebrato il 130° anniversario dall’inaugurazione del Tempio crematorio della città, essendo stato avviato il 18 novembre 1885 per richiesta della So.Crem. che spese, in proprio, 5.500 lire (la costruzione del solo Tempio costò al Comune 2.000 lire poiché le restanti 3.500 lire stanziate nel bilancio del 1886 per ultimare i lavori furono, invece, spese per la realizzazione del lazzeretto di San Michele degli Scalzi, necessario per far fronte all’epidemia di colera che da La Spezia arrivò a Pisa) perché l’ingegnere milanese Pietro Venini costruisse a Pisa il primo impianto gassogeno d’Italia, unico per il contenimento dei vapori inquinanti e per l’eliminazione degli odori.

«Celebrare l’evento non è stato solo una formalità – dichiara Adolfo Braccini, presidente della Società pisana –. Significa aver celebrato decenni di battaglie civili e sociali, spesso costellate da delusioni per le difficoltà dettate da pregiudizi, antichi timori e contrasti di fede. Il cammino delle So.Crem. in Italia non è stato facile: dal 1886 e fino al 1963, quando la Chiesa eliminò finalmente il veto per i cattolici, la cremazione è stata vissuta come qualcosa d’irreligioso e massonico, tanto che ancora risuonano gli anatemi dei Vescovi di fine Ottocento. Ora – continua Braccini –, fortunatamente, l’atteggiamento dell’intera comunità sociale è cambiato: c’è stato un profondo salto culturale. Oggi la cremazione significa scelta di civiltà, che vede accomunati tutti i ceti sociali, senza distinzione alcuna. Celebrare con solennità l’anniversario d’inaugurazione del Tempio, significa, dunque, dare riconoscimento ai tanti cremazionisti che nel passato hanno combattuto lunghe e frustranti battaglie civili per aprire le menti a un “rito laico” ma non per questo contrario alla fede. Del resto, non è un caso che tra i primi iscritti e promotori della So.Crem. pisana si annoverino, accanto ad anonimi cittadini, molti docenti universitari, intellettuali, politici, parlamentari, sindaci e consiglieri municipali. Il loro è stato un contributo fondamentale alla causa cremazionista, che oggi vede Pisa tra le città italiane in cui la pratica è maggiormente diffusa: poco meno del 30 per cento dei funerali termina all’ara crematoria. È questo un primato di civiltà che va riconosciuto ai pisani e al loro spiccato senso civico».

Il tema della celebrazione “Dai funerali di Mazzini alla morte di Garibaldi. Ritualità laica e cremazione a Pisa (1872-1885)” è stato illustrato da Michele Finelli dell’Università di Pisa che ha fatto conoscere perché Mazzini il 13 marzo 1871 scelse il clima mite di Pisa per curarsi della malattia ai bronchi che già da molti anni lo affliggeva. Nondimeno la decisione fu presa per l’ospitalità di Pellegrino e Janet Nathan Rosselli, nella cui casa, assistito da Sara Nathan Rosselli e dai suoi figli, purtroppo, spirò il 10 marzo 1872, sotto il falso nome di John Brown (Sara Nathan Rosselli, insieme ai figli, dedicherà poi le sue migliori energie alla diffusione del pensiero mazziniano in tutti i suoi aspetti, aprendo scuole a Roma e acquistando dalla sorella Maria Masuccone i manoscritti di Mazzini e tutti i diritti d’autore, dedicandosi, infine, alla ricerca). Le cronache del 14 marzo 1872 descrivono che una folla immensa, silenziosa e composta – la polizia quasi si stupisce che non succeda niente – partecipò ai funerali sui lungarni nonostante Mazzini avesse richiesto un funerale sobrio, come nel suo stile, lasciando scritto che «tutte le commemorazioni, trasporti di cenere, statue, etc. mi intristiscono l’anima», e ancora, a Giannetta Rosselli «non ho mai capito l’affetto di quei che fanno imbalsamare un cadavere di persona amata». E a lui fu negata anche la cremazione del corpo preferita all’imbalsamazione curata dallo scienziato pavese Paolo Gorini su incarico di Agostino Bertani, per farne reliquia nazionale. Il trasferimento del cadavere nel cimitero di Staglieno a Genova, avvenne nel più rigoroso silenzio e transitando dall’Emilia e dal Piemonte per evitare sommosse di popolo previste dovendo attraversare i territori a vocazione repubblicana o anarchica di Massa, Carrara, La Spezia. Causa degli incidenti eventuali, il mancato rispetto da parte del Governo delle volontà del defunto. Anche a Garibaldi, arrivato a Pisa l’8 novembre 1862, quando il contrasto tra l’amministrazione locale e i democratici era accentuata proprio dal successo dei garibaldini in Calabria, proveniente da La Spezia, per curare le ferite riportate in battaglia ad Aspromonte e ritemprare lo spirito per la lotta, toccherà la stessa sorte: sarà privato del rispetto della volontà di essere cremato. Da quest’ultima circostanza prese corpo a Pisa la Società di Cremazione che subito si attivò nella storia locale, sociale, e dialogò continuamente con i grandi eventi nazionali e istituzionali. Dal relatore è stata poi ricordata l’opera del sindaco Ranieri Simonelli la cui giunta destinò una porzione dell’area acattolica del cimitero alla costruzione del Tempio, e del deputato pontederese Giuseppe Toscanelli, uomo onesto, sincero, generoso, istintivo e non di rado umorale, che per quanto intelligente amava più fantasticare che ragionare. Così lo ricorda Giovanni Battista Giorgini, compagno d’armi nel battaglione universitario pisano a Curtatone nel 1848: «Pieno di ardore e di fede nella causa italiana a cui consacrò poi tutti gli istanti d’una vita costantemente operosa, Giuseppe Toscanelli portava al servigio di quella causa la parola facile e viva, lo spirito arguto e il temperamento battagliero spesso anche riottoso o aggressivo, che facevano presagire in lui il futuro lottatore dalla tribuna».

In seguito lo storico Marco Paperini, assessore alla cultura del Comune di Massa Marittina, ha tracciato il profilo del concittadino dottor Apollonio Apolloni, fondatore della So.Crem. pisana, medico chirurgo, ufficiale garibaldino, repubblicano e mazziniano, che partecipò non solo idealmente ai valori e alle vicende del Risorgimento, ma gli furono riconosciute due medaglie al valore in altrettante battaglie per l’Unità d’Italia.

Domus Mazziniana_23-1-2016

L’assessore Serfogli e il presidente del consiglio comunale Del Torto, portando il saluto della città, si sono compiaciuti con la So.Crem. pisana per la costante fattiva collaborazione con l’amministrazione comunale e per l’iniziativa attuale che ha mostrato una città il cui popolo, nel tempo, ha messo in atto le armi proprie, ponendo così le strategie dei partiti democratici e popolari contro il comune nemico monarchico. «L’evento di oggi è un momento di “sana” storia della città – ha rilevato Serfogli – e in modo degno anticipa di alcuni mesi il 70° compleanno della Repubblica Italiana».

La cerimonia è finita con la premiazione a cura del presidente nazionale delle So.Crem. Franco Lapini di quattro ex presidenti locali: Palmiro Rovina (dal 1980 al 1988); Mario Giannetti (dal 1988 al 1996); Vittorio Gustinucci (dal 1996 al 2007); Claudia Tomè (dal 2007 al 2012).

Dal funerale di Mazzini alla morte di Garibaldi. Ritualità laica e cremazione a Pisa (1872- 1885)

Cremazione ShelleyIl 23 gennaio 2016 alle 16, alla Domus Mazziniana di Pisa (via Mazzini 71 – Pisa), in occasione dei 130 anni dall’inaugurazione dell’impianto crematorio di Pisa, si terrà l’incontro pubblico “Dal funerale di Mazzini alla morte di Garibaldi. Ritualità laica e cremazione a Pisa (1872- 1885)”.
L’incontro è organizzato dalla Società Pisana per la Cremazione, in collaborazione con la Domus Mazziniana e la Società Storica Pisana.

 

Programma

Michele Finelli, Università di Pisa
Relazione

Marco Paperini, Assessore alla cultura del Comune di Massa Marittima
“L’opera del dottor Apollonio Apolloni ufficiale garibaldino”

Locandina 130°_23 gennaio 2016